Le Generazioni degli Uomini sono come le Onde del Mare
Le generazioni degli uomini sono come le onde del mare. Ogni onda è se stessa, la prima non è la seconda, la seconda non è la terza. Ma tutte fanno parte della stessa acqua.
Così è per l'uomo. Io, che vivo oggi, sono una parte dell’umanità, della materia del cielo e della terra. Anche il mio antenato fu una parte dell'umanità, della materia del cielo e della terra. Ora egli non è più. Ma gli elementi restano. Egli, come me, servì per comporre e accrescere il grande mare della vita.
Proverbio Cinese
La prima macchina fotografica digitale
L'inventore della prima macchina fotografica digitale si chiama Steve Sasson, che sta per essere inserito nella Consumer Electronics Hall of Fame di San Diego.
Sasson nel 1975 era un dipendente della Kodak, e presentò il suo prototipo in diverse riunioni aziendali. Il titolo della dimostrazione era "Film-less photography". L'apparecchio catturava l'immagine e la trasferiva su una cassetta in 23 secondi. Poi la cassetta veniva inserita in uno strumento che convertiva i dati e li trasferiva su una TV dell'epoca.![]()
Sasson racconta in questo articolo che non avevano davvero idea fin dove ll'invenzione avrebbe potuto spingersi. Neanche i dirigenti della Kodak ce l'avevano, e durante le riunioni chiedevano: Perchè qualcuno vorrebbe vedere le proprie foto in TV? Il lavoro fu brevettato tre anni dopo, ma solo nel 2001 Kodak rese pubblico tutto il lavoro.
Il report di Sasson diceva:
“La foto-camera descritta in questo report rappresenta il primo tentativo di mostrare un sistema fotografico che potrebbe, con i miglioramenti della tecnologia, avere un impatto profondo sulla maniera in cui si faranno fotografie in futuro”
Era vero, il 19 gennaio 2012 la Eastman Kodak co. ha annunciato il fallimento:
“Nello stesso tempo abbiamo creato il nostro business digitale e siamo di fatto già usciti da certe operatività tradizionali, chiudendo 13 impianti di produzione e 130 laboratori di processo, e riducendo, a partire dal 2003, la forza lavoro di 47.000 unità.[...]. Guardiamo avanti insieme ai nostri azionisti per emergere come una pura, globale, azienda di scienza dei materiali e immagini digitali.”
Steve Jobs
E' come se fosse morto un vecchio amico che non vedi da vent’anni, ma lo senti, lo segui, ogni tanto gli scrivi.
E' difficile spiegare, a chi non ci è passto, cosa significava usare un Mac nel 1990, iniziare i primi passi nell’informatica partendo da zero, per scrivere in tutta fretta la tesi di laurea su uno scatolotto color crema.
E' difficile spiegare, a chi non ha vissuto quel periodo, che esiste davvero la comunità Apple, però quando ve lo diciamo, credeteci sulla parola, per favore.
Con Steve ci siamo divertiti alla grande ad ogni keynote, lui per primo si divertiva a stupire la gente e a regalare sorprese. Si divertiva a usare il Mac, come noi.
Certe volte riusciva a sorprendere e certe volte no, ma quello che conta è che ci siamo divertiti, eccome!
Per questo, alla fine, gli si voleva bene, come ad uno zio un po' strambo che vedi solo alle feste, fa i giochi di prestigio e poi tira fuori un regalino dal cilindro magico.
E chi è rimasto fuori non sa cosa si è perso.
Anonymous Italia viola la rete di Vitrociset
Il primo di agosto gli hacker di Anonymous Italia hanno violato la rete di Vitrociset, azienda che si occupa della sicurezza delle infrastrutture di grandi società ed enti governativi, come recita wikipedia: "Si occupa di sistemi per la Difesa, sistemi per il Controllo del Traffico Aereo, Tecnologie Satellitari e Telecomunicazioni, Trasporti, Infomobilità."
Di seguito il comunicato rilasciato da Anonymous Italia:
"Abbiamo deciso di rivolgere la nostra attenzione su di voi, non potendo più ignorare il modo in cui i soldi dei cittadini vi vengono elargiti quotidianamente, grazie ad appalti e concorsi quantomeno di dubbia regolarità, da svariati enti pubblici e governativi, molti dei quali operanti nel settore difesa/sicurezza (Cnaipic, Enav, Ministero Della Difesa, Ministero dell'interno, Carabinieri, Polizia, Gdf)
Potete quindi immaginare l'espressione di stupore che si è dipinta sui nostri volti quando facendo alcuni test preliminari sui vostri sistemi abbiamo trovato non l'inespugnabile fortezza che ci aspettavamo, bensì un rudere fatiscente che anche un bambino dotato del tempo e della voglia necessari sarebbe riuscito a compromettere seriamente.
E voi dovreste occuparvi di sicurezza ed affidabilità delle infrastrutture/sistemi IT dei più importanti enti ed istituzioni del nostro paese? Rideremmo fino a diventare cianotici, se non fosse per il semplice fatto che i soldi che percepite, oltre ad ammontare a cifre incommensurabili, non fossero i nostri.
Detto questo vi auguriamo un buon week-end e una "calda" estate, fiduciosi che la nostra piccola scorribanda non verrà riportata dai media come l'ennesimo "Attacco terroristico ad opera degli arcinoti e temutissimi Anonymous e Lulzsec", ma come un semplice invito ad amministrare meglio i NOSTRI soldi."
Io invece non alcuna fiducia nei media italiani, quindi pubblico il comunicato.
Il Discorso di Pericle
Il celeberrimo discorso di Pericle, noto anche come epitaffio di Pericle, é datato 461 a.C., ed é diventato ancora più famoso dopo la versione, molto rimaneggiata e adattata, proposta da Paolo Rossi a Ballarò.
La traduzione integrale del discorso si trova sul sito di Andrea Zoia, Antiqvitas, un sito ricco di traduzioni di testi classici romani e greci e anche di approfondimenti.
Il discorso di Pericle, che in realtà é un testo riportato da Tucidide, impressiona per la sua modernità, pur con tutti idistinguo del caso. La società antica ammetteva lo schiavismo, non era certamente pacifista come si intende oggi né tantomeno femminista, nel discorso lo spazio riservato alle donne é quasi nullo e fa uno sbrigativo appello alla loro "vera natura". Si sente forte il senso tipico della Storia nelle società antiche, quel senso dell'onore e della reputazione presso i posteri che oggi è praticamente perduto.
Tuttavia, i temi politici e sociali che affronta Pericle sono del tutto attuali.
Se Pericle insiste più volte nell'affermare che il buon cittadino ateniese si occupa tanto onestamente degli affari privati quanto di quelli pubblici, viene da pensare che il problema del conflitto d'interesse fosse già ben presente nella Atene di 2.500 anni fa.
Pericle orgogliosamente ribadisce il diritto della meritocrazia contro i privilegi della casta dei nobili, e ci fa capire che egli fa parte di una lotta sociale in corso fra il nuovo ceto emergente e la nobiltà conservatrice. Il suo progetto di Democrazia Radicale è globale, in quanto si pone come modello di sviluppo per tutta la Grecia.
Nel discorso di Pericle il progetto della nuova Società viene perseguito coinvolgendo e responsabilizzando il cittadino, che vive in uno Stato egualitario (ma solo per i liberi), aperto all'immigrazione e allo scambio commerciale, nuove fonti di accresciuto benessere. Questo cittadino ateniese abbraccia completamente la vita politica e la dialettica non lo spaventa, ma pretende di essere informato "abbastanza bene" sulla gestione della cosa pubblica, quando le sue attività sono rivolte ad altri settori.
L'orgoglio per questa nuova idea di Stato è profondo, e la sola idea di perdere un bene talmente prezioso come la Democrazia, fa sì che i cittadini stessi non esiteranno a sacrificare la propria vita per difenderlo. Dunque morire per lo Stato diventa un dovere prima di tutto verso se stessi. Ma tutti i cittadini devono partecipare alla difesa, in quanto l'esercito di popolo è prima di tutto una garanzia di sicurezza interna, perché "non è possibile che prendano decisioni imparziali e giuste coloro che corrono dei rischi senza esporre al pericolo anche i propri figli come gli altri". Tutti concetti che riecheggeranno durante la Rivoluzione Francese.
La guerra del Peloponneso II, 37
(Traduzione di Andrea Zoia)
Il discorso di Pericle per i caduti
I pregi della costituzione ateniese
37 Utilizziamo infatti un ordinamento politico che non imita le leggi dei popoli confinanti, dal momento che, anzi, siamo noi ad essere d'esempio per qualcuno, più che imitare gli altri. E di nome, per il fatto che non si governa nell'interesse di pochi ma di molti, è chiamato democrazia; per quanto riguarda le leggi per dirimere le controversie private, è presente per tutti lo stesso trattamento; per quanto poi riguarda la dignità, ciascuno viene preferito per le cariche pubbliche a seconda del campo in cui sia stimato, non tanto per appartenenza ad un ceto sociale, quanto per valore; e per quanto riguarda poi la povertà, se qualcuno può apportare un beneficio alla città, non viene impedito dall'oscurità della sua condizione. Inoltre viviamo liberamente come cittadini nell'occuparci degli affari pubblici e nei confronti del sospetto che sorge nei confronti l'uno dell'altro dalle attività quotidiane, non adirandoci con il nostro vicino, se fa qualcosa per proprio piacere, né infliggendo umiliazioni, non dannose ma penose a vedersi. Trattando le faccende private, dunque, senza offenderci, a maggior ragione, per timore, non commettiamo illegalità nelle faccende pubbliche, dato che prestiamo obbedienza a coloro che di volta in volta sono al potere ed alle leggi e soprattutto a quante sono in vigore per portare aiuto contro le ingiustizie e quante, benchè non siano scritte, comportano una vergogna riconosciuta da tutti.
38 Inoltre ci procurammo moltissime occasioni di svago dalle fatiche, per il nostro spirito, dato che celebriamo secondo la tradizione giochi e sacrifici per tutto l'anno e grazie a case e suppellettili eleganti, il cui godimento quotidiano allontana lo sconforto. Poi, a causa dell'importanza della nostra città, giungono tutti i generi di prodotti da ogni terra e ci capita di godere dei beni della nostra regione con una disponibilità altrettanto normale che godere di quelli delle altre genti.
39 Inoltre ci distinguiamo dai nostri avversari anche per le preparazioni ai combattimenti: infatti, facciamo in modo che la città sia aperta a tutti e non accade mai che, a causa di bandi degli stranieri, teniamo qualcuno lontano dall'apprendere o dal vedere qualcosa che - nascosta - potrebbe risultare utile ad un nemico che la vedesse, dato che ci fidiamo non tanto delle disposizioni e degli inganni, quanto piuttosto del coraggio che da noi medesimi viene impiegato nelle azioni.
...
40 Infatti noi amiamo ciò che è bello ed insieme frugale ed amiamo la saggezza senza mollezza, ci serviamo della ricchezza più per l'opportunità di azione che per lo sfoggio in un discorso, e non è vergognoso ammettere di essere povero, anzi è più vergognoso tentare di rifuggire con i fatti la povertà. Le stesse persone si possono occupare diligentemente degli affari domestici e politici contemporaneamente e per gli altri, che si sono dedicati ad (altre) occupazioni (è possibile) conoscere le attività dello Stato abbastanza bene. Noi soli, infatti, consideriamo chi non prende assolutamente parte a queste questioni (politiche) non quieto, ma inutile e noi stessi giudichiamo o discutiamo correttamente le questioni, dato che riteniamo che le parole non siano d'ostacolo alle azioni, anzi piuttosto non essere stati informati in anticipo da un discorso prima di andare ad occuparci di ciò che bisogna compiere con un'azione.
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41 In sintesi io affermo che tutta la nostra città sia un modello didattico della Grecia e che mi sembra che i nostri uomini, presi singolarmente, rivolgano la loro indipendente personalità, con moltissima versatilità, accompagnata da decoro, alle più svariate occupazioni.
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Dunque, per una tale città, questi uomini morirono nobilmente in combattimento, perché ritenevano giusto che non fosse loro strappata via, ed è naturale che ognuno degli uomini sopravvissuti desideri soffrire per essa.
43 E costoro si comportarono così, in modo degno della nostra città.
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Offrendo, infatti, le loro vite alla comunità, ricevevano personalmente la lode imperitura e la più insigne delle sepolture, non quella in cui giacciono, quanto piuttosto quella in cui la loro fama sopravvive indimenticabile, ogni volta che capita l'occasione di parlare o di agire. Infatti, la terra intera è la tomba per gli uomini illustri, e non solo un'iscrizione sulle steli nella loro terra natale li ricorda, ma anche in terra straniera risiede in ognuno un ricordo non scritto, affidato alla mente più che alle cose materiali. Ed ora voi, imitandoli e, giudicando che la felicità deriva dalla libertà e la libertà dal coraggio, non preoccupatevi dei pericoli della guerra. Infatti non coloro che vivono malamente, che non hanno alcuna speranza di un bene futuro non avrebbero riguardo per la propria vita, ma coloro che, continuando a vivere, corrono il rischio di una modificazione in senso contrario della loro vita e per i quali, se dovessero subire una sconfitta, le differenze (rispetto alla situazione precedente) sarebbero davvero pesanti. Infatti, per un uomo dagli intenti elevati, è più dolorosa l'umiliazione legata all'essere stato vile che la morte che sopraggiunge inavvertita accompagnata allo stesso tempo da un atteggiamento virile e dalla speranza comune.
44 ... Ma è necessario essere forti, anche nella speranza di avere altri figli, per coloro che sono ancora in età adatta per avere figli: infatti, su un piano privato, i nuovi figli costituiranno per alcuni la possibilità di dimenticare quelli che non ci sono più, per la città, poi, sarà utile in due modi, contro il divenire spopolati e per la sicurezza: infatti non è possibile che prendano decisioni imparziali e giuste coloro che corrono dei rischi senza esporre al pericolo anche i propri figli come gli altri - voi, invece, che avete superato la giovinezza, considerate un guadagno la maggior parte della vita, che avete vissuto felici, e che questa ( che segue ) sarà breve ed alleviate il vostro dolore con la gloria dei caduti. Infatti, solo l'amore per la gloria è imperituro e nella tarda età non è il guadagnare che alletta di più - come dicono alcuni - ma l'essere onorati.
45 Per voi infine qui presenti, figli o fratelli dei caduti, vedo quanto sarà impegnativa la lotta (ognuno è solito lodare, infatti, chi non c'è più) ed a stento potreste essere giudicati, al culmine del vostro valore, non simili ma loro di poco inferiori. Infatti, per coloro che vivono l'invidia si rivolge contro l'avversario, chi invece non è di alcun impedimento (perché è morto) viene onorato con una benevolenza esente da qualsiasi antagonismo. Se infine è necessario che io ricordi anche il valore delle donne, donne che ora vivranno in vedovanza, dirò tutto in una breve esortazione. Infatti, non venir meno alla vostra vera natura sarà per voi una grande gloria, e (lo sarà) anche qualora si parli il meno possibile di voi, per lode o biasimo, fra gli uomini.
46 Per conto mio, ho pronunciato con questo discorso le parole che ritenevo opportune, secondo l'usanza, e di fatto coloro che sono sepolti sono già stati in parte onorati. Quanto agli altri onori, la città si preoccuperà di crescere i loro figli da questo momento in poi a spese dello Stato, fino al momento della maggiore età, offrendo ai morti ed ai parenti ancora in vita un'utile ricompensa (lett. corona) per tali imprese: infatti coloro che dispongono i più grandi premi per il valore hanno anche gli uomini migliori come cittadini. Ora, dunque, dopo aver compianto ciascuno il proprio parente, tornate alle vostre case
Villepin all'ONU e Villepin oggi
Dominique de Villepin ieri e oggi. Prima e dopo la cura.
Trovare le differenze.
Discorso pronunciato all'ONU contro la guerra all'Iraq, il 14 febbraio 2003.
Qui l'originale in francese.
In questo tempio delle Nazioni Unite, noi siamo i guardiani di un ideale, noi siamo i guardiani di una coscienza. La pesante responsabilità e l'immenso onore che sono i nostri, ci devono portare a dare la priorità al disarmo nella pace.
Ed è un vecchio paese, la Francia, di un vecchio continente come il mio, l'Europa, che ve lo dice oggi, che ha conosciuto le guerre, l'occupazione, la barbarie. Un paese che non dimentica e che sa tutto ciò che deve ai combattenti della libertà venuti dall'America e altrove. E che tuttavia non ha smesso di restare in piedi di fronte alla Storia e di fronte agli uomini. Fedele ai suoi valori, esso vuole agire risolutamente con tutti i membri della comunità internazionale. Esso crede nella nostra capacità di costruire un mondo migliore.
Intervista pubblicata sul sito di Villepin, il 19 marzo 2011
Qui il link al sito.
La Francia lancia l'offensiva contro la Libia. Cosa ne pensa?
Mi felicito del'iniziativa della Francia, portata avanti dal Presidente della Repubblica e dal ministro per gli Affari Esteri, così come del voto della risoluzione 1973 delle Nazioni Unite, che apre la strada alla protezione delle popolazioni civili con tutti i mezzi necessari. In questo momento, bisogna far attenzione a restare nel quadro preciso e non farsi prendere in un ingranaggio militare.
Si confronta il discorso di Alain Juppé giovedì all'ONU con il vostro, contro la guerra in Iraq. Che ne avete pensato?
E' un discorso che segna la determinazione della Francia. E' la politica estera che ho sempre difeso, nell'iniziativa ma anche nella responsabilità. Ma questa determinzaione deve essere strettamente inquadrata per evitare ogni rischio di deriva e ogni logica di guerra.
Terremoto in Giappone
Cade una stella.
Cosa diventerò
dopo la mia morte?
Yamaguchi Seishi (1901 - 1994)
Chi ha inventato awesome?
Qual è l'origine della emoticon più famosa di internet nota come awesome smiley? A questa domanda ha già risposto circa tre anni fa Chris Ainsworth.
Tutta l'indagine a ritroso è raccontata in questa pagina del suo blog ed ha un finale a sorpresa. E' stata una donna, rimasta anonima, a disegnare per prima awesome. Fu inventata nel 2007 per un sito, pokemopolis.net, e un utente poco tempo la pubblicò nel forum di Something Awful.
Di lì a poco awesome arrivò su un altro forum, 4chan, che ne decretò il definitivo successo, che dura tuttora...
I Costi Sociali degli Incidenti Stradali
Come recita il comunicato ACI:"La stima dei costi sociali intende quantificare il danno economico subito dalla società, e conseguentemente dal cittadino, e derivante dall’ evento incidente stradale. Non si tratta quindi di una spesa, ma della quantificazione economica degli oneri principali che a diverso titolo gravano sulla società per un incidente avvenuto ad un singolo."
Pertanto si tratta di una stima, che per l’anno 2008 è risultata pari 30,2 miliardi di euro, ovvero circa il 2% del PIL. Rispetto all'anno precedente, il costo è stato leggermente inferiore, perchè sono diminuiti morti e feriti ma sono aumentati i danni alle cose.
Dal 2000 al 2008 il numero di morti per anno, in Italia, è diminuito del 33%, ovvero da 7061 a 4731.
A cosa di deve questo miglioramento?
I dati del 2006 mostrano che la Polizia Municipale copre circa il 70% delle multe che si erogano ogni anno. Lo studio mostra una classifica delle violazioni che non ha nulla a che vedere con la sicurezza stradale:
1- 5.703.744 milioni di multe per violazioni ai divieti e limitazione della circolazione nei centri abitati, ossia zone a traffico limitato (ztl), targhe alterne, blocchi del traffico e strisce blu.
2- parcheggio in divieto di sosta (2.192.985 multe)
3- eccesso di velocità (227.018)
4- irregolarità nei documenti di circolazione (167.299)
5- passaggio con semaforo rosso (118.595)
6- uso del telefonino al volante (114.904)
Insomma, su un totale di 9.522.309, almeno il 90% delle contravvenzioni non ha nessun impatto sulla sicurezza stradale. E quelle poche multe per eccesso di velocità vengono appioppate per far soldi, non per tutelare i cittadini. Lo dice proprio l'ACI:
"La rete stradale nazionale è talvolta costellata di impianti di rilevazione della velocità collocati non tanto sui punti di maggiore pericolosità, ma in zone in cui l’opportunità di massimizzare i profitti risulta più elevata, in alcune aree urbane si moltiplicano le zone a sosta regolamentata (e di riflesso gli ausiliari), anche dove non esisterebbero esigenze di contingentamento della domanda di mobilità, i controlli legati alla guida in stato di ebbrezza o sotto l’influenza di sostanze stupefacenti non sempre vengono svolti con sufficienze frequenza in ragione di una procedura troppo lun-ga e poco profittevole. L’effetto di tutto ciò rischia di essere deleterio. Alcuni comuni hanno bilanci in cui la voce “proventi delle sanzioni pecuniarie” triplica le addizionali IRPEF..."
E aggiungo io che spesso queste multe spesso colpiscono i non residenti.
Di recente è stato pubblicato uno studio sulla guida in stato di ebbrezza, al quale i media hanno dato una certa enfasi. Per prima cosa in Italia è un fenomeno ampiamente marginale rispetto al resto d'Europa, e poi bisogna dimostrare se gli incidenti ascritti allo stato di ebbrezza sono stati causati davvero da un bicchiere in più a tavola. Lo studio dimostra, tuttalpiù, che in Italia viene sempre più sottovalutata la pericolosità dell'alcool.
Vedo ogni giorno gente che guida adottando comportamenti scorretti e/o pericolosi, maschi e femmine, e non credo che siano brilli alle 8 di mattina o alle 17 del pomeriggio.
La conclusione è che la sicurezza stradale, oggi, è migliorata di gran lunga perchè sono migliorate le automobili.
La Fondazone Caracciolo è un centro studi dell'ACI che svolge ricerche statistiche molto utili e interessanti sulla sicurezza stradale e tutte le tematiche riguardanti il mondo dell'automobile. Gli studi sono scaricabili dal sito della Fondazione, mentre i comunicati stampa riassuntivi si trovano sul sito dell'ACI.
Fondazione Caracciolo
Mobilità e sicurezza urbana: esperienze a confronto
La Guida in Stato di Ebbrezza nel Contesto Internazionale
Incidenti stradali: sintesi dello Studio 2008
I Costi Sociali degli Incidenti Stradali: Anno 2008
Il test PISA 2006 sugli studenti
PISA è l'acronimo inglese per Programme for International Student Assessment (programma per la valutazione internazionale dello studente), ed è un test standard che viene condotto nelle scuole dei Paesi aderenti fra gli studenti di 15-16 anni di età, in numero compreso fra 4.500 e 10.000 per ogni Paese.
I test precedenti sono stati condotti nel 2000, 2003, 2006 and 2009, per quest'ultimo i dati saranno pubblicati a dicembre 2010.
Il test PISA tende a valutare la capacità degli studenti di estrapolare da ciò che hanno imparato, e applicare le loro conoscenze in situazioni nuove e in seguito alla loro capacità di analizzare, ragionare, comunicare efficacemente, e in che modo essi si pongono di fronte ad un problema, lo risolvono e lo interpretano.
Nel 2006 sono state valutate le competenze scientifiche.
I risultati italiani sono deprimenti, e non dipendono dallo scarso impegno, dal momento che anche quello è stato valutato.
Esiste ancora la ricerca in Italia? Nel 2006 solo 3 lavoratori su 1.000 erano impiegati in ricerca. Peggio di noi solo Turchia e Messico.
Ma nel caso della scuola non è un problema di soldi. O megilo, dipende da come vengono spesi i soldi.
Per ogni singolo studente l'Italia spende circa 77.000 dollari nell'arco di tempo che va dai 6 ai 15 anni. Siamo fra i Paesi che sostengono i costi maggiori, infatti ce ne sono solo altri sei che spendono di più, eppure nel test siamo andati molto male: solo il 4,7% dei nostri studenti ha raggiunto i massimi livelli 5 e 6 del test. Siamo davanti solo a Grecia, Portogallo, Turchia e Messico.
Paesi che spendono la metà o meno dell'Italia, hanno raggiunto risultati migliori dei nostri, come per es. Rep. Ceca, Ungheria, Polonia, Corea e Nuova Zelanda.
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