Ogni anno si arriva a dicembre e ci si guarda indietro, si pensa ai mesi passati, a cosa li ha caratterizzati e a come sono andati.
La musica accompagna le stagioni, fa da colonna sonora ai momenti più importanti, si abbina a ricordi.
Tutto questo per dire che dicembre è il tempo delle classifiche di fine anno, momento godurioso e di forti dilemmi per ogni musicofilo. Di seguito le mie 20 nomination da cui verrà stilata la top 10, con alcune considerazioni.
I Massimo Volume sono stati una delle band più importanti, originali e significative della musica italiana degli anni '90. Il loro esordio è del '93, annata in cui quello che allora si chiamava "alternative" stava raccogliendo i frutti di un periodo d'oro culminato con l'esplosione commerciale del grunge: c'era posto per tutti e per tutti i generi, tutto stava in quel calderone di musica alternativa che andava dai suoni più pesanti alle sperimentazioni noise fino agli approcci lo-fi di gente come Sebadoh e Guided By Voices. I Massimo Volume fanno uscire "Stanze" e subito si sente la differenza col resto della musica che gira in Italia: testi recitati, chitarre al limite del noise, batteria di grande impatto ma non semplicemente martellata allo sfinimento.
Il 16 novembre vengono i The National a Milano, mi pare sia la loro prima data in Italia. Io vado a vederli anche se sono passati pochi mesi dal loro concerto all'Astra di Berlino; sono una di quelle band che non si può proprio perdere. Loro sono uno di quei gruppi che fa autunno alla prima nota. Autunno cittadino, per essere precisi: taxi che ti riportano a casa dopo una festa a cui non volevi partecipare, a Manhattan, o in un altro posto del genere, ecco. Parchi pieni di brina e foglie gialle secche per terra. Robe così.
Siamo all'ultimo giorno di settembre e qui a Torino splende un gran sole e fuori non fa per niente freddo, ma la mattina mentre vengo a lavorare attraverso il parco lungo il Po l'autunno si fa sentire eccome, così come si fa sentire assolutamente la voglia di un nuovo disco autunnale: uno non è che può ascoltare sempre i National (o gli Interpol, o i Band of Horses, o andare a ripescare nel calderone della musica da liceo i classiconi degli anni '90 - dai Sonic Youth ai Sebadoh, passando magari per gli Everything But The Girl, ottimi quando si torna a casa dopo dieci ore in ufficio -).
Ad oggi ancora non si vede un campione dell'autunno, anche se alcuni dischi cominciano ad avere quel sapore lì. Urge quindi un elenco preliminare per evitare ai più le malinconie suscitate dalle scorie di musica estiva o di grandi classici del passato (noto in questi giorni su Facebook un'ondata Joy Divisionesca davvero notevole). Procediamo con l'elenco:
- Halcyon Digest è il primo disco che davvero mi piace dei Deerhunter. Non sono mai impazzito per loro, ma stavolta hanno davvero centrato il punto con un disco coeso, solido, molto "classico". Earthquake è uno dei migliori opener che mi sia capitato di sentire quest'anno
- I No Age con Everything in Between fanno uscire una piccola perla di musica rumorosa ed estremamente diretta emotivamente parlando. Riverbero ed echo a palla, molto dream e molto shoegaze, sempre molto punk come approccio, tanta melodia e "onestà". Glitter è una di quelle canzoni che se avessi sentito a 16 anni m'avrebbero fatto consumare la cassettina a colpi di bic.
- è solo un EP, ma Sometimes the Blues is Just a Passing Bird di The Tallest Man On Earth è la perfetta conferma di quanto lo svedese Mattson ha fatto vedere in primavera con quel The Wild Hunt che per me sarà sicuramente uno dei dischi dell'anno. Un cantautore straordinario, dotato di un songwriting limpido e senza tempo, capace di scrivere canzoni di una purezza sconvolgente. L'esperimento elettrico di The Dreamer è da brividi.
- Sono usciti entrambi in estate, ma Crooks & Lovers dei Mount Kimbie e Cerulean di Baths sono due dischi che vanno benone ad ottobre. Elettronica (non proprio il mio campo quindi) molto calda e molto intelligente in entrambi i casi... i primi, inglesi se non sbaglio, vengono inseriti nel filone dubstep, il secondo è un seguace del genietto Flying Lotus (altro papabilissimo per la top ten di quest'anno con Cosmogramma) solo molto molto molto più... ehm... emo
Infine un consiglio, anche se di autunnale non ha proprio niente. È uscito il nuovo disco dei (degli???) Uochi Toki. Si chiama Cuore Amore Errore Disintegrazione. Tutti stanno cercando di capire se sia più bello o meno bello di Libro Audio. Io dico solo che avere della gente del genere che fa uscire dischi è un gran bene per la musica italiana. Sono difficili, ostici, a volte supponenti al limite (e anche oltre) del fastidioso. Ma sono intelligenti, musicalmente mostruosi e assolutamente avanti. "gettandomi in ambigue immedesimazioni non richieste ma richieste," è una cosa che lascia senza parole.
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