E' come se fosse morto un vecchio amico che non vedi da vent’anni, ma lo senti, lo segui, ogni tanto gli scrivi.
E' difficile spiegare, a chi non ci è passto, cosa significava usare un Mac nel 1990, iniziare i primi passi nell’informatica partendo da zero, per scrivere in tutta fretta la tesi di laurea su uno scatolotto color crema.
E' difficile spiegare, a chi non ha vissuto quel periodo, che esiste davvero la comunità Apple, però quando ve lo diciamo, credeteci sulla parola, per favore.
Con Steve ci siamo divertiti alla grande ad ogni keynote, lui per primo si divertiva a stupire la gente e a regalare sorprese. Si divertiva a usare il Mac, come noi.
Certe volte riusciva a sorprendere e certe volte no, ma quello che conta è che ci siamo divertiti, eccome!
Per questo, alla fine, gli si voleva bene, come ad uno zio un po' strambo che vedi solo alle feste, fa i giochi di prestigio e poi tira fuori un regalino dal cilindro magico.
E chi è rimasto fuori non sa cosa si è perso.
