Adesso dopo il nome mettiamoci un bel punto interrogativo.
Nel 2005, così parlava Sabina Guzzanti:
Perché effettivamente volevo fare un omaggio a un politico [Zapatero] che, una volta eletto, ha fatto alcune delle cose che aveva promesso in campagna elettorale. Da noi una cosa del genere non è mai successa. Forse è il caso di ereditare questa bella usanza dalla nuova Spagna.
Già, la nuova Spagna... nel 2008 un tale Ricardo Angoso scriveva questo:
L’economia spagnola è troppo celebrata, ma in realtà non è così sana. Troppe vacanze, scarsa produttività e pochi investimenti. È giunta l’ora di un’analisi autocritica e di riforme strutturali in una Spagna auto compiacente.
[...]
Stando così le cose, e sfuggendo al facile compiacimento che si respira in alcune parti del Paese, sarebbe necessario riconsiderare l’economia spagnola in termini generali ed evitare i banali luoghi comuni trionfalisti che a volte i dirigenti politici ed economici esibiscono. Senza la necessaria autocritica è impossibile superare situazioni di crisi e dare agli evidenti problemi che presenta il quadro economico risposte da una prospettiva oggettiva, razionale e sgombra da passioni patriottiche. Agli spagnoli la scelta.
Angoso non è stato ascoltato. Dal 2008 ad oggi la disoccupazione in Spagna è passata da 11% a 19%, il debito pubblico netto è quasi raddoppiato, e le esportazioni sono calate ancora (fonte mondimpresa).
