jAlex

Venerdì 20 Gennaio 2012 09:37

La prima macchina fotografica digitale

prima_kodak_digitaleL'inventore della prima macchina fotografica digitale si chiama Steve Sasson, che sta per essere inserito nella Consumer Electronics Hall of Fame di San Diego.

Sasson nel 1975 era un dipendente della Kodak, e presentò il suo prototipo in diverse riunioni aziendali. Il titolo della dimostrazione era "Film-less photography". L'apparecchio catturava l'immagine e la trasferiva su una cassetta in 23 secondi. Poi la cassetta veniva inserita in uno strumento che convertiva i dati e li trasferiva su una TV dell'epoca.devicetv

Sasson racconta in questo articolo che non avevano davvero idea fin dove ll'invenzione avrebbe potuto spingersi. Neanche i dirigenti della Kodak ce l'avevano, e durante le riunioni chiedevano: Perchè qualcuno vorrebbe vedere le proprie foto in TV? Il lavoro fu brevettato tre anni dopo, ma solo nel 2001 Kodak rese pubblico tutto il lavoro.

Il report di Sasson diceva:
“La foto-camera descritta in questo report rappresenta il primo tentativo di mostrare un sistema fotografico che potrebbe, con i miglioramenti della tecnologia, avere un impatto profondo sulla maniera in cui si faranno fotografie in futuro”

Era vero, il 19 gennaio 2012 la Eastman Kodak co. ha annunciato il fallimento:
“Nello stesso tempo abbiamo creato il nostro business digitale e siamo di fatto già usciti da certe operatività tradizionali, chiudendo 13 impianti di produzione e 130 laboratori di processo, e riducendo, a partire dal 2003, la forza lavoro di 47.000 unità.[...]. Guardiamo avanti insieme ai nostri azionisti per emergere come una pura, globale, azienda di scienza dei materiali e immagini digitali.”

Martedì 18 Ottobre 2011 09:01

Corso Base di Ceramica a Roma

L'Associazione MAGUS, organizza a Roma un corso base di ceramica per ragazzi e adulti. Il corso si svolgerà in quattro incontri, dal 11 novembre al 2 dicembre. Il costo dei quattro incontri include i materiali di lavoro e la cottura dei manufatti a fine corso.

Adulti: Euro 40,00
Bimbi al seguito: Euro 10,00

Il ricavato del corso sarà interamente devoluto alle famiglie di due bambini affetti da una grave malattia genetica.

Per informazioni e prenotazioni: CeramichiAMO, Corso base di Ceramica per Ragazzi e Adulti

Giovedì 06 Ottobre 2011 08:41

Steve Jobs

imac_steve_jobsE' come se fosse morto un vecchio amico che non vedi da vent’anni, ma lo senti, lo segui, ogni tanto gli scrivi.

E' difficile spiegare, a chi non ci è passto, cosa significava usare un Mac nel 1990, iniziare i primi passi nell’informatica partendo da zero, per scrivere in tutta fretta la tesi di laurea su uno scatolotto color crema.

E' difficile spiegare, a chi non ha vissuto quel periodo, che esiste davvero la comunità Apple, però quando ve lo diciamo, credeteci sulla parola, per favore.

Con Steve ci siamo divertiti alla grande ad ogni keynote, lui per primo si divertiva a stupire la gente e a regalare sorprese. Si divertiva a usare il Mac, come noi.
Certe volte riusciva a sorprendere e certe volte no, ma quello che conta è che ci siamo divertiti, eccome!
Per questo, alla fine, gli si voleva bene, come ad uno zio un po' strambo che vedi solo alle feste, fa i giochi di prestigio e poi tira fuori un regalino dal cilindro magico.

E chi è rimasto fuori non sa cosa si è perso.

Venerdì 05 Agosto 2011 10:47

Viva Zapatero?

Adesso dopo il nome mettiamoci un bel punto interrogativo.

Nel 2005, così parlava Sabina Guzzanti:

Perché effettivamente volevo fare un omaggio a un politico [Zapatero] che, una volta eletto, ha fatto alcune delle cose che aveva promesso in campagna elettorale. Da noi una cosa del genere non è mai successa. Forse è il caso di ereditare questa bella usanza dalla nuova Spagna.

Già, la nuova Spagna... nel 2008 un tale Ricardo Angoso scriveva questo:

L’economia spagnola è troppo celebrata, ma in realtà non è così sana. Troppe vacanze, scarsa produttività e pochi investimenti. È giunta l’ora di un’analisi autocritica e di riforme strutturali in una Spagna auto compiacente.
[...]
Stando così le cose, e sfuggendo al facile compiacimento che si respira in alcune parti del Paese, sarebbe necessario riconsiderare l’economia spagnola in termini generali ed evitare i banali luoghi comuni trionfalisti che a volte i dirigenti politici ed economici esibiscono. Senza la necessaria autocritica è impossibile superare situazioni di crisi e dare agli evidenti problemi che presenta il quadro economico risposte da una prospettiva oggettiva, razionale e sgombra da passioni patriottiche. Agli spagnoli la scelta.

Angoso non è stato ascoltato. Dal 2008 ad oggi la disoccupazione in Spagna è passata da 11% a 19%, il debito pubblico netto è quasi raddoppiato, e le esportazioni sono calate ancora (fonte mondimpresa).

Mercoledì 03 Agosto 2011 10:55

Anonymous Italia viola la rete di Vitrociset

Il primo di agosto gli hacker di Anonymous Italia hanno violato la rete di Vitrociset, azienda che si occupa della sicurezza delle infrastrutture di grandi società ed enti governativi, come recita wikipedia: "Si occupa di sistemi per la Difesa, sistemi per il Controllo del Traffico Aereo, Tecnologie Satellitari e Telecomunicazioni, Trasporti, Infomobilità."

Di seguito il comunicato rilasciato da Anonymous Italia:

"Abbiamo deciso di rivolgere la nostra attenzione su di voi, non potendo più ignorare il modo in cui i soldi dei cittadini vi vengono elargiti quotidianamente, grazie ad appalti e concorsi quantomeno di dubbia regolarità, da svariati enti pubblici e governativi, molti dei quali operanti nel settore difesa/sicurezza (Cnaipic, Enav, Ministero Della Difesa, Ministero dell'interno, Carabinieri, Polizia, Gdf)

Potete quindi immaginare l'espressione di stupore che si è dipinta sui nostri volti quando facendo alcuni test preliminari sui vostri sistemi abbiamo trovato non l'inespugnabile fortezza che ci aspettavamo, bensì un rudere fatiscente che anche un bambino dotato del tempo e della voglia necessari sarebbe riuscito a compromettere seriamente.

E voi dovreste occuparvi di sicurezza ed affidabilità delle infrastrutture/sistemi IT dei più importanti enti ed istituzioni del nostro paese? Rideremmo fino a diventare cianotici, se non fosse per il semplice fatto che i soldi che percepite, oltre ad ammontare a cifre incommensurabili, non fossero i nostri.

Detto questo vi auguriamo un buon week-end e una "calda" estate, fiduciosi che la nostra piccola scorribanda non verrà riportata dai media come l'ennesimo "Attacco terroristico ad opera degli arcinoti e temutissimi Anonymous e Lulzsec", ma come un semplice invito ad amministrare meglio i NOSTRI soldi."

Io invece non alcuna fiducia nei media italiani, quindi pubblico il comunicato.

Mercoledì 11 Maggio 2011 11:40

Storia Mondiale delle Crisi Finanziare

Un articolo pubblicato nel 2008, prova a tracciare una storia mondiale di tutte le ristrutturazioni e dei default nazionali che si sono verificati in tutto il mondo:

This Time is Different: A Panoramic View of Eight Centuries of Financial Crisis
Carmen M. Reinhart and Kenneth S. Rogoff
Journal of Economic Literature E6, F3 and N0

Reperire dati precisi su otto secoli di storia e in tutto il mondo presenta enormi difficoltà, tuttavia è quantomeno curioso vedere una certa ciclicità nella percentuale di Paesi che hanno ristrutturato il debito o hanno dichiarato default. Dal 1800 ad oggi, i picchi massimi delle crisi si sono avuti a intervalli di circa 50-60 anni, l'ultimo è stato intorno al 1990.

In questi mesi si parla molto di ristrutturazioni, default e crisi finanziarie dei Paesi PIIGS, come se fossero eventi insoliti. Al contrario di quello che comunemente si immagina, si tratta di situazioni che nella storia si sono verificate di frequente.

E' anche curioso vedere quali Paesi europei, e quante volte, hanno dichiarato default nel corso della loro Storia, fra parentesi è indicato l'anno di partenza considerato per ogni Paese:

  • Austria 7 (1282)
  • Francia 8 (943)
  • Germania 8 (1618)
  • Grecia 5 (1829)
  • Ungheria 7 (1918)
  • Italia 1 (1569)
  • Olanda  1 (1581)
  • Polonia  3 (1918)
  • Portogallo 6 (1139)
  • Romania 3 (1878)
  • Russia  5 (1457)
  • Spagna 13 (1476)

Regno Unito, Belgio e Paesi scandinavi non hanno mai avuto crisi finanziarie. La Grecia, dal 1829 ad oggi, ha passato circa metà del tempo in default o in ristrutturazione del debito, come si legge nella tabella originale.

Questo articolo si pone un obiettivo molto ambizioso, tentando di mettere in relazione tutta l'economia mondilae nel corso della storia con i vari fattori scatenanti, quali default esterno, default interno, crisi bancarie, crolli valutari e inflazione. E' un lavoro che merita di essere letto.

Nelle conclusioni, si legge alla fine:

"Naturalmente, se la Storia ci dice qualcosa, è che non possiamo saltare alla conclusione che "questa volta è diverso". In particolare, concludere che Paesi come Ungheria e Grecia non falliranno mai perché "questa volta é diverso grazie alla UE", potrebbe essere una verità dalla vita molto breve".

Lunedì 11 Aprile 2011 10:50

Il Discorso di Pericle

Il celeberrimo discorso di Pericle, noto anche come epitaffio di Pericle, é datato 461 a.C., ed é diventato ancora più famoso dopo la versione, molto rimaneggiata e adattata, proposta da Paolo Rossi a Ballarò.

La traduzione integrale del discorso si trova sul sito di Andrea Zoia, Antiqvitas, un sito ricco di traduzioni di testi classici romani e greci e anche di approfondimenti.

Il discorso di Pericle, che in realtà é un testo riportato da Tucidide, impressiona per la sua modernità, pur con tutti idistinguo del caso. La società antica ammetteva lo schiavismo, non era certamente pacifista come si intende oggi né tantomeno femminista, nel discorso lo spazio riservato alle donne é quasi nullo e fa uno sbrigativo appello alla loro "vera natura". Si sente forte il senso tipico della Storia nelle società antiche, quel senso dell'onore e della reputazione presso i posteri che oggi è praticamente perduto.

Tuttavia, i temi politici e sociali che affronta Pericle sono del tutto attuali.

Se Pericle insiste più volte nell'affermare che il buon cittadino ateniese si occupa tanto onestamente degli affari privati quanto di quelli pubblici, viene da pensare che il problema del conflitto d'interesse fosse già ben presente nella Atene di 2.500 anni fa.
Pericle orgogliosamente ribadisce il diritto della meritocrazia contro i privilegi della casta dei nobili, e ci fa capire che egli fa parte di una lotta sociale in corso fra il nuovo ceto emergente e la nobiltà conservatrice. Il suo progetto di Democrazia Radicale è globale, in quanto si pone come modello di sviluppo per tutta la Grecia.

Nel discorso di Pericle il progetto della nuova Società viene perseguito coinvolgendo e responsabilizzando il cittadino, che vive in uno Stato egualitario (ma solo per i liberi), aperto all'immigrazione e allo scambio commerciale, nuove fonti di accresciuto benessere. Questo cittadino ateniese abbraccia completamente la vita politica e la dialettica non lo spaventa, ma pretende di essere informato "abbastanza bene" sulla gestione della cosa pubblica, quando le sue attività sono rivolte ad altri settori.

L'orgoglio per questa nuova idea di Stato è profondo, e la sola idea di perdere un bene talmente prezioso come la Democrazia, fa sì che i cittadini stessi non esiteranno a sacrificare la propria vita per difenderlo. Dunque morire per lo Stato diventa un dovere prima di tutto verso se stessi. Ma tutti i cittadini devono partecipare alla difesa, in quanto l'esercito di popolo è prima di tutto una garanzia di sicurezza interna, perché "non è possibile che prendano decisioni imparziali e giuste coloro che corrono dei rischi senza esporre al pericolo anche i propri figli come gli altri". Tutti concetti che riecheggeranno durante la Rivoluzione Francese.

La guerra del Peloponneso II, 37
(Traduzione di Andrea Zoia)

Il discorso di Pericle per i caduti

I pregi della costituzione ateniese

37 Utilizziamo infatti un ordinamento politico che non imita le leggi dei popoli confinanti, dal momento che, anzi, siamo noi ad essere d'esempio per qualcuno, più che imitare gli altri. E di nome, per il fatto che non si governa nell'interesse di pochi ma di molti, è chiamato democrazia; per quanto riguarda le leggi per dirimere le controversie private, è presente per tutti lo stesso trattamento; per quanto poi riguarda la dignità, ciascuno viene preferito per le cariche pubbliche a seconda del campo in cui sia stimato, non tanto per appartenenza ad un ceto sociale, quanto per valore; e per quanto riguarda poi la povertà, se qualcuno può apportare un beneficio alla città, non viene impedito dall'oscurità della sua condizione. Inoltre viviamo liberamente come cittadini nell'occuparci degli affari pubblici e nei confronti del sospetto che sorge nei confronti l'uno dell'altro dalle attività quotidiane, non adirandoci con il nostro vicino, se fa qualcosa per proprio piacere, né infliggendo umiliazioni, non dannose ma penose a vedersi. Trattando le faccende private, dunque, senza offenderci, a maggior ragione, per timore, non commettiamo illegalità nelle faccende pubbliche, dato che prestiamo obbedienza a coloro che di volta in volta sono al potere ed alle leggi e soprattutto a quante sono in vigore per portare aiuto contro le ingiustizie e quante, benchè non siano scritte, comportano una vergogna riconosciuta da tutti.

38 Inoltre ci procurammo moltissime occasioni di svago dalle fatiche, per il nostro spirito, dato che celebriamo secondo la tradizione giochi e sacrifici per tutto l'anno e grazie a case e suppellettili eleganti, il cui godimento quotidiano allontana lo sconforto. Poi, a causa dell'importanza della nostra città, giungono tutti i generi di prodotti da ogni terra e ci capita di godere dei beni della nostra regione con una disponibilità altrettanto normale che godere di quelli delle altre genti.

39 Inoltre ci distinguiamo dai nostri avversari anche per le preparazioni ai combattimenti: infatti, facciamo in modo che la città sia aperta a tutti e non accade mai che, a causa di bandi degli stranieri, teniamo qualcuno lontano dall'apprendere o dal vedere qualcosa che - nascosta - potrebbe risultare utile ad un nemico che la vedesse, dato che ci fidiamo non tanto delle disposizioni e degli inganni, quanto piuttosto del coraggio che da noi medesimi viene impiegato nelle azioni.
...

40 Infatti noi amiamo ciò che è bello ed insieme frugale ed amiamo la saggezza senza mollezza, ci serviamo della ricchezza più per l'opportunità di azione che per lo sfoggio in un discorso, e non è vergognoso ammettere di essere povero, anzi è più vergognoso tentare di rifuggire con i fatti la povertà. Le stesse persone si possono occupare diligentemente degli affari domestici e politici contemporaneamente e per gli altri, che si sono dedicati ad (altre) occupazioni (è possibile) conoscere le attività dello Stato abbastanza bene. Noi soli, infatti, consideriamo chi non prende assolutamente parte a queste questioni (politiche) non quieto, ma inutile e noi stessi giudichiamo o discutiamo correttamente le questioni, dato che riteniamo che le parole non siano d'ostacolo alle azioni, anzi piuttosto non essere stati informati in anticipo da un discorso prima di andare ad occuparci di ciò che bisogna compiere con un'azione.
...

41 In sintesi io affermo che tutta la nostra città sia un modello didattico della Grecia e che mi sembra che i nostri uomini, presi singolarmente, rivolgano la loro indipendente personalità, con moltissima versatilità, accompagnata da decoro, alle più svariate occupazioni.
...
Dunque, per una tale città, questi uomini morirono nobilmente in combattimento, perché ritenevano giusto che non fosse loro strappata via, ed è naturale che ognuno degli uomini sopravvissuti desideri soffrire per essa.

43 E costoro si comportarono così, in modo degno della nostra città.
...
Offrendo, infatti, le loro vite alla comunità, ricevevano personalmente la lode imperitura e la più insigne delle sepolture, non quella in cui giacciono, quanto piuttosto quella in cui la loro fama sopravvive indimenticabile, ogni volta che capita l'occasione di parlare o di agire. Infatti, la terra intera è la tomba per gli uomini illustri, e non solo un'iscrizione sulle steli nella loro terra natale li ricorda, ma anche in terra straniera risiede in ognuno un ricordo non scritto, affidato alla mente più che alle cose materiali. Ed ora voi, imitandoli e, giudicando che la felicità deriva dalla libertà e la libertà dal coraggio, non preoccupatevi dei pericoli della guerra. Infatti non coloro che vivono malamente, che non hanno alcuna speranza di un bene futuro non avrebbero riguardo per la propria vita, ma coloro che, continuando a vivere, corrono il rischio di una modificazione in senso contrario della loro vita e per i quali, se dovessero subire una sconfitta, le differenze (rispetto alla situazione precedente) sarebbero davvero pesanti. Infatti, per un uomo dagli intenti elevati, è più dolorosa l'umiliazione legata all'essere stato vile che la morte che sopraggiunge inavvertita accompagnata allo stesso tempo da un atteggiamento virile e dalla speranza comune.

44 ... Ma è necessario essere forti, anche nella speranza di avere altri figli, per coloro che sono ancora in età adatta per avere figli: infatti, su un piano privato, i nuovi figli costituiranno per alcuni la possibilità di dimenticare quelli che non ci sono più, per la città, poi, sarà utile in due modi, contro il divenire spopolati e per la sicurezza: infatti non è possibile che prendano decisioni imparziali e giuste coloro che corrono dei rischi senza esporre al pericolo anche i propri figli come gli altri - voi, invece, che avete superato la giovinezza, considerate un guadagno la maggior parte della vita, che avete vissuto felici, e che questa ( che segue ) sarà breve ed alleviate il vostro dolore con la gloria dei caduti. Infatti, solo l'amore per la gloria è imperituro e nella tarda età non è il guadagnare che alletta di più - come dicono alcuni - ma l'essere onorati.

45 Per voi infine qui presenti, figli o fratelli dei caduti, vedo quanto sarà impegnativa la lotta (ognuno è solito lodare, infatti, chi non c'è più) ed a stento potreste essere giudicati, al culmine del vostro valore, non simili ma loro di poco inferiori. Infatti, per coloro che vivono l'invidia si rivolge contro l'avversario, chi invece non è di alcun impedimento (perché è morto) viene onorato con una benevolenza esente da qualsiasi antagonismo. Se infine è necessario che io ricordi anche il valore delle donne, donne che ora vivranno in vedovanza, dirò tutto in una breve esortazione. Infatti, non venir meno alla vostra vera natura sarà per voi una grande gloria, e (lo sarà) anche qualora si parli il meno possibile di voi, per lode o biasimo, fra gli uomini.

46 Per conto mio, ho pronunciato con questo discorso le parole che ritenevo opportune, secondo l'usanza, e di fatto coloro che sono sepolti sono già stati in parte onorati. Quanto agli altri onori, la città si preoccuperà di crescere i loro figli da questo momento in poi a spese dello Stato, fino al momento della maggiore età, offrendo ai morti ed ai parenti ancora in vita un'utile ricompensa (lett. corona) per tali imprese: infatti coloro che dispongono i più grandi premi per il valore hanno anche gli uomini migliori come cittadini. Ora, dunque, dopo aver compianto ciascuno il proprio parente, tornate alle vostre case

Domenica 27 Marzo 2011 09:25

Fiducia dei Consumatori e Indice SP 500

C'è una relazione fra l'indice della Fiducia dei Consumatori e l'indice di Borsa? In realtà no, vi è una correlazione con la disoccupazione.

Questo articolo di Doug Short, ottobre 2010, studia l'andamento dell'indice S&P 500 in relazione alla Fiducia dei Consumatori, e conclude così:
"Come vediamo, le due misure della Fiducia dei Consumatori sono più strettamente correlate ai livelli di disoccupazione che al comportamento del mercato. Se la disoccupazione rimane alta, probabilmente la Fiducia resterà bassa. Il maggiore rischio economico andando avanti è l'effetto spirale se il consumatore preoccupato continua a tagliare i consumi."

E' interessante correlare l'indice di crescita dei consumi prodotto dal Consumer Metrics Institute, che mostra di essere un ottimo anticipatore dei comportamenti del mercato azionario.
La conclusione che ne ricava Short, nel suo ultimo aggiornamento, è netta:
"Sembra difficile immaginare un ciclo economico sostenuto e un recupero a lungo termine dell'economia, mentre l'indice demografico del CMI precipita in una contrazione anno  su anno."

Lunedì 21 Marzo 2011 13:30

Villepin all'ONU e Villepin oggi

Dominique de Villepin ieri e oggi. Prima e dopo la cura.
Trovare le differenze.

Discorso pronunciato all'ONU contro la guerra all'Iraq, il 14 febbraio 2003.
Qui l'originale in francese.

In questo tempio delle Nazioni Unite, noi siamo i guardiani di un ideale, noi siamo i guardiani di una coscienza. La pesante responsabilità e l'immenso onore che sono i nostri, ci devono portare a dare la priorità al disarmo nella pace.

Ed è un vecchio paese, la Francia, di un vecchio continente come il mio, l'Europa, che ve lo dice oggi, che ha conosciuto le guerre, l'occupazione, la barbarie. Un paese che non dimentica e che sa tutto ciò che deve ai combattenti della libertà venuti dall'America e altrove. E che tuttavia non ha smesso di restare in piedi di fronte alla Storia e di fronte agli uomini. Fedele ai suoi valori, esso vuole agire risolutamente con tutti i membri della comunità internazionale. Esso crede nella nostra capacità di costruire un mondo migliore.

Intervista pubblicata sul sito di Villepin, il 19 marzo 2011
Qui il link al sito.

La Francia lancia l'offensiva contro la Libia. Cosa ne pensa?

Mi felicito del'iniziativa della Francia, portata avanti dal Presidente della Repubblica e dal ministro per gli Affari Esteri, così come del voto della risoluzione 1973 delle Nazioni Unite, che apre la strada alla protezione delle popolazioni civili con tutti i mezzi necessari. In questo momento, bisogna far attenzione a restare nel quadro preciso e non farsi prendere in un ingranaggio militare.

Si confronta il discorso di Alain Juppé giovedì all'ONU con il vostro, contro la guerra in Iraq. Che ne avete pensato?

E' un discorso che segna la determinazione della Francia. E' la politica estera che ho sempre difeso, nell'iniziativa ma anche nella responsabilità. Ma questa determinzaione deve essere strettamente inquadrata per evitare ogni rischio di deriva e ogni logica di guerra.

In questo tempio delle Nazioni Unite, noi siamo i guardiani di un ideale, noi siamo i guardiani di una coscienza. La pesante responsabilità e l'immenso onore

che sono i nostri, ci devono portare a dare la priorità al disarmo nella pace.

Ed è un vecchio paese, la Francia, di un vecchio continente come il mio, l'Europa, che ve lo dice oggi, che ha conosciuto le guerre, l'occupazione, la

barbarie. Un paese che non dimentica e che sa tutto ciò che deve ai combattenti della libertà venuti dall'America e altrove. E che tuttavia non ha smesso di

restare in piedi di fronte alla Storia e di fronte agli uomini. Fedele ai suoi valori, esso vuole agire risolutamente con tutti i membri della comunità

internazionale. Esso crede nella nostra capacità di costruire un mondo migliore.
Venerdì 11 Marzo 2011 14:47

Terremoto in Giappone

Cade una stella.
Cosa diventerò
dopo la mia morte?

Yamaguchi Seishi (1901 - 1994)

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Spinoza
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